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SAHARA OCCIDENTALE: FILM DOCUMENTARIO AL PARLAMENTO EUROPEO
(AGENPARL) – Bruxelles, 28 mag – Un film per raccontare anni di repressione e di diritti negati e per riportare all’attenzione la storia, spesso dimenticata, del popolo Saharawi del Sahara Occidentale. “I figli delle nuvole: l’ultima colonia” è il titolo del documentario che martedì 29 maggio alle 17.30 sarà presentato al Parlamento europeo dal premio Oscar Javier Bardem e dal regista Alvaro Longoria. L’iniziativa, promossa da Pino Arlacchi e dal gruppo di lavoro parlamentare “Peace for the Saharawi people”, si svolge a qualche settimana dall’approvazione, a larghissima maggioranza da parte dell’Assemblea di Strasburgo, di un atto che sostiene senza riserve la causa dellindipendenza del popolo Saharawi. Un documento in cui gli eurodeputati chiedono che nei territori del Sahara occidentale vengano rispettati i diritti fondamentali (inclusa la libertà di associazione e di espressione), condannano loccupazione militare della regione da parte del Marocco e invocano la liberazione di 80 prigionieri politici Saharawi, e in particolare delle 23 persone detenute senza un processo nella prigione di Salè dopo lo smantellamento del campo di Gdeim Izik. «Apprezzo molto sottolinea in una nota l’eurodeputato S&D Pino Arlacchi l’ impegno dell’attore spagnolo Javier Bardem per la causa della popolazione Saharawi. Il suo lavoro rappresenta una netta presa di posizione contro una vergognosa occupazione militare più volte disapprovata dalle istituzioni internazionali e condannata da risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dellOnu e dalla Corte Internazionale di Giustizia». «Il documentario che presenteremo martedì 29 maggio a Bruxelles prosegue Arlacchi è un ulteriore strumento di una protesta che dovrebbe essere condivisa da ogni cittadino democratico, in Italia e nel resto del mondo». Alle 15.30 si svolgerà la conferenza stampa con i protagonisti del film e gli eurodeputati del gruppo parlamentare ” Peace for the Saharawi people”.
Sahrawi: Campagna Consiglio di Sicurezza
E’ iniziato al Consiglio di Sicurezza dell’Onu il dibattito sul Rapporto di Ban Ki-moon su Sahara Occidentale.
Il “Gruppo di amici del Sahara Occidentale” formato da Usa, Gran Bretagna, Francia, Russia e Spagna, sta avanzando la proposta di compromesso da sottoporre al voto del CdS entro il 30 aprile, data di scadenza della missione dei caschi blu (MINURSO), che sarà sicuramente prolungata di un altro anno.
Il punto centrale è l’estensione del mandato della Minurso alla sorveglianza e alla protezione dei diritti fondamentali della popolazione civile nei Territori Occupati dal Marocco. A questa estensione si è sempre oposta la Francia, che minaccia l’uso del diritto di veto in qualità di membro permanente del CdS.
Per questo L’ANSPS, insieme alla rete europea ed internazionale di solidarietà con il popolo sahrawi, ha lanciato una campagna. Da segnalare l’importante presa di posizione del Parlamento Europeo.
Qui in attache il Comunicato stampa di Mohamed Sidati, Rappresentante del Fronte Polisario per l’Europa.
ANSPS
Associazione Nazionale di Solidarietà con il Popolo Sahrawi
Via Ostiense 152 b – 00154 Roma
t/f 06.57 80 639; ansps@libero.it
“a sahara shoot in the light” in tv
Vi segnaliamo il link sel sito “16 mm” del portale mediaset sul quale è stato pubblicato il video realizzato durante il laboratorio di teatro, ovviamente presso i campi profughi, durante l’ultimo viaggio. Il video sarà presto trasmesso in tv sul canale italia2 nella trasmissione “uzone”. vi faremo sapere con precisione quando. Per ora è visibile sul sito.
E’ un piccolissimo traguardo che significa molto…è importante e necessaria la partecipazione e la sensibilità dei media, nel sostegno della causa Saharawi.
” a sahara shoot in the light”
“Rossella Urru – Solidarietà nel deserto” video di Cristina Provenzano trasmesso su RAINEWS24
COMUNICATO STAMPA
Una mimosa per Rossella, Ainhoa e per le donne sahrawi
[Roma, 7 marzo 2012] A oltre quattro mesi dal rapimento, l’Ansps esprime affetto e solidarietà verso Rossella Urru, Ainhoa Fernandez de Rincon ed Enric Gonyalons – cooperanti internazionali, sequestrati lo scorso 22 ottobre da terroristi – e alle loro famiglie.
In occasione dell’8 marzo, Festa della donna, ricorda l’impegno e l’aiuto che le amiche Rossella e Ainhoa hanno portato ai profughi sahrawi nel deserto del sud dell’Algeria e, in modo particolare, alle donne sahrawi. Nei campi profughi, le donne ricoprono, infatti, un ruolo fondamentale in un contesto ambientale e materiale difficilissimo e assicurano l’organizzazione quotidiana della vita in esilio. Nei territori occupati dal Marocco, le donne sahrawi sono
in prima linea nelle manifestazioni pacifiche contro l’occupazione straniera che, nel silenzio delle istituzioni internazionali, calpesta la dignità e libertà di un intero popolo.
Confidando nella diplomazia e nei servizi segreti del governo italiano e spagnolo, l’Ansps invita gli amici solidali a partecipare, con speranza e amicizia, alle numerose iniziative per la liberazione di Rossella, sollecita gli Enti Locali a promuovere ordini del giorno per la felice conclusione del rapimento e a esporre la fotografia di Rossella sulla facciata delle proprie sedi. Ai mezzi di comunicazione, chiede di vagliare con attenzione le fonti d’informazione per evitare la diffusione di notizie inquinate, che circolano fin dai primi giorni del sequestro e che potrebbero ritardare o addirittura mettere a rischio la liberazione dei cooperanti.
Rossella Urru, la notte del rapimento, il 22 ottobre 2011, si trovava, per conto del CISP, nel campo profughi sahrawi nei pressi della città di Tindouf, nel Sud dell’Algeria, impegnata insieme ai due cooperanti spagnoli nella missione a favore dei rifugiati sahrawi. Il sequestro, rivendicato da una branca di Al Qiada nel Maghreb Islamico (AQMI), è il primo attacco contro la cooperazione internazionale che opera per i sahrawi, popolo che da 36 anni – lotta per la propria libertà, dignità e autodeterminazione.
Ansps
Associazione nazione di solidarietà per il popolo saharwi
via Ostiense, 152 b- 00154 Roma
t/f +39.065780639
e-mail ansps@libero.it
12^ edizione di Sahara Marathon
evento sportivo internazionale
per dimostrare solidarietà
col popolo saharawi
27 febbraio 2012
http://www.saharamarathon.org/
INAUGURATA LA SCUOLA NAZIONALE DI MUSICA SAHARAWI
11/11/11(SPS). -Il Primo Ministro saharawi Abdelkader Taleb Omar ha inaugurato giovedi scorso la Scuola Nazionale di Musica Saharawi alla Scuola 27 Febbraio, alla presenza di membri del Segretariato Nazionale e del governo saharawi e rappresentanti dell’Algeria, Spagna e Stati Uniti.
L’evento di inaugurazione si è aperto con un discorso della direttrice della scuola Fatima Bol-la che ha espresso la propria gratitudine a quei soggetti che hanno partecipato alla costruzione di questo centro culturale. Allo stesso modo, la ministra della Cultura Jadiya Hamdi ha rilevato il significato del “ruolo della musica nel mantenimento della cultura del popolo saharawi nella sua lotta contro il nemico”. Da parte sua il rappresentante del Ministero della Cultura dell’Algeria, Mohamed Bin Mossai ha segnalato l’importanza di “proteggere e promuovere la musica come fattore instrinseco del patrimonio culturale saharawi.
L’insigne produttore della cantante Mariam Hassan, lo spagnolo Manuel Dominguez ha espresso che la musica saharawi è uno dei pilastri per mantenere l’identità culturale del popolo saharawi nella sua lotta per il diritto all’indipendenza.
Il Primo Ministro, Abdelkader Taleb Omar, ha detto che “la musica è un mezzo per trasmettere il messaggio e la conoscenza della musica saharawi è conoscenza della società saharawi”.
Nella cerimonia di inaugurazione i partecipanti hanno visitato le diverse ale della scuola e le diverse strumentazioni su cui può contare questo centro culturale.
La cerimonia di inaugurazione si è conclusa con una esibizione della cantante saharawi Maríam Hassan.SPS
per leggere l’articolo in originale spagnolo:
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Laboratorio teatrale – Artifariti ottobre 2011
Dal 9 al 19 ottobre l’associazione IXNOUS ha realizzato un laboratorio teatrale presso i campi profughi saharawi (nel deserto algerino). Nel video, il racconto attraverso le immagini dello stesso. Dal lavoro del laboratorio alla messa in scena dello spettacolo.
8 novembre 2010: il Marocco smantello’ il Campo di Gdeim Izik aprendo il fuoco
Lo scorso 10 ottobre e’ stato il primo anniversario dell’installazione del Campo della Dignita’ “Gdeim Izik” nei dintorni della citta’ occupata di Aaiun, nel Sahara Occidentale.
L’indignazione per la situazione in cui vivono i saharawi nelle zone occupate del Sahara Occidentale per l’impunita’ della monarchia feudale marocchina, la vista cieca delle Nazioni Unite rappresentate sul terreno dalla MINURSO (Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale), l’ipocrisia e le posizioni interessate del primo mondo, per tutto questo, i giovani di El Aiun e delle zone occupate decidono di montare un campo fuori della capitale amministrativa del Sahara Occidentale.
L’installazione del campo necessito’ grande sforzo per tutte quelle persone che dovettero lasciare le proprie case per vivere in una mini tenda in condizioni minime, per una protesta pacifica che oltretutto non alterava l’ordine delle citta’ ne’ la convivenza civica, solo per restituire la dignita’ rubata dalla occupazione e dai suoi alleati. In questo campo soltanto in venti giorni sono arrivati ad albergare circa ventimila persone, e’ stato un seccesso, tanto per l’organizzazione quanto per la sua amministrazione, le cui caratteristiche sollevarono l’invidia dell’amministrazione di occupazione. Pertanto, il giorno 8 novembre il regime marocchino decise l’assalto militare del campo, che fu intrapreso alle 4 della mattina. Nell’assalto si distrusse il campo fisicamente e, cio’ che e’ piu’ grave, si ebbero morti, feriti da arma da fuoco e centinaia di arresti.
Il Marocco sostiene che non fece uso di violenza ne’ armi da fuoco durante lo smantellamento di Gdeim Izik. Tuttavia questo video prova brutalita’ della operazione militare marocchina, che provoco’ feriti gravi, morti, detenzioni extragiudiziali, sparizioni.
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L’associazione Ixnous, da anni impegnata a sostenere il Popolo Sahrawi, condanna fermamente il rapimento dei tre cooperanti della solidarietà internazionale, nei campi profughi sahrawi nei pressi della città di Tindouf in Algeria nella notte tra sabato 22 e domenica 23 ottobre. Si tratta di Rossella Urru, della Ong italiana CISP, di Ainoa Fernandeez de Rincón, spagnola della Associazione degli Amici del Popolo Sahrawi di Estremadura, e di Enric Gonyalons, spagnolo della Associazione Munupat.
Un atto terroristico che condanniamo nel modo più risoluto, teso ad impedire la solidarietà internazionale e a compromettere gli aiuti umanitari ai campi profughi saharawi.
Noi proseguiremo come e più di prima con le nostre attività ai campi. Non siamo disposti a fare il gioco di quei criminali.
COMUNICATO DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE DI SOLIDARIETA’ CON IL POPOLO SAHARAWI
Alle Associazioni solidali con il popolo sahrawi
E’ già una settimana che Rossella Urru e i cooperanti spagnoli Ainoa Fernadez de Rincón e Enric Gonyalons sono stati a rapiti a Rabuni, nei campi profughi sahrawi in Algeria. La nostra speranza di riabbracciarli al più presto rimane intatta, ma non nascondiamo la nostra pena per l’insopportabile atto di terrorismo di cui sono vittime.
Le autorità sahrawi hanno prontamente reagito, hanno subito inseguito il gruppo dei rapitori e ora collaborano con le autorità dei paesi della regione per trovarli e rimettere in libertà i sequestrati. La RASD ha infatti ratificato la Convenzione dell’Unione Africana sulla lotta contro il terrorismo. Le autorità italiane e spagnole seguono la vicenda e mantengono i contatti con i sahrawi. I consoli d’Italia e Spagna si sono prontamente recati a Rabuni. I rappresentanti del CISP, l’Ong per la quale lavora Rossella, sono in questi giorni nei campi profughi. Il presidente dell’ANSPS è in Algeria per una serie di contatti.
L’identità dei rapitori non è ancora stabilita con sufficiente certezza in mancanza di una rivendicazione ufficiale. In questo inevitabile vuoto di informazioni attendibili, hanno cominciato a circolare le ipotesi più fantasiose circa l’implicazione del Fronte Polisario stesso. L’atto di terrorismo è in realtà la smentita più clamorosa delle “bufale” che il Marocco – a corto di argomenti – fabbrica da lungo tempo contro la lotta del popolo sahrawi.
Questo atto di terrorismo è rivolto non solo contro i cooperanti stranieri che lavorano accanto ai sahrawi, ma soprattutto contro il popolo sahrawi. Per questo l’ANSPS reitera la condanna dei terroristi e del rapimento, la richiesta della liberazione immediata dei tre operatori umanitari e il dovere di mantenere i nostri impegni nei confronti dei sahrawi che vivono nei campi profughi in Algeria.
Numerosi cooperanti stranieri continuano la loro opera tra i rifugiati e nuove delegazioni stanno giungendo in questi giorni nei campi profughi sahrawi. Il calendario degli arrivi è stato solo riprogrammato tenendo conto delle nuove misure di sicurezza adottate. Un’unità per la sicurezza dei cooperanti e della solidarietà internazionale è stata creata alle dipendenza del Protocollo nazionale della RASD.
Non è davvero il momento di mollare, anche perché i sahrawi si apprestano ad un’iniziativa importante, di cui vi daremo notizia. Meritano visibilità e non l’ennesima emarginazione a cui li condanna la dispersione delle nostre solidarietà.
Rossella era nei campi profughi per solidarietà, e a noi piace starle vicino continuando ad essere accanto al popolo sahrawi.
ANSPS
Associazione Nazionale di Solidarietà con il Popolo Sahrawi
Via Ostiense 152 b – 00154 Roma
t/f 06.57 80 639; ansps@libero.it
Un’amica la ricorda così:
Se ci perdiamo
di Sabrina Giarratana
Io non lo so quanto tempo è passato
Forse una vita, ma sembra ieri
Perla perduta, ti ho ritrovato
Mentre ti abbraccio ricordo com’eri
Siamo metà che ritornano uno
Libri segreti detti a nessuno
Pagine e pagine dense di vita
Parole scritte tra i gesti e le dita
Se ci perdiamo, già lo sappiamo
Poi ci troviamo.
Si è chiusa la V edizione di ARTifariti
Tinduf (Algeria), 28/10/11 (SPS).- Fernando Peraita, direttore di ARTIFARITI, mostra internazionale di arte nei campi di rifugiati saharawi e nei territori liberati del Sahara Occidentale, ha espresso questo giovedi al presidente della RASD, Mohamed Abdelaziz, la decisione di tornare nei campi il prossimo anno e celebrare un’altra edizione del concorso, secondo le fonti di EFE.
Peraita ha espresso l’appoggio di tutti gli artisti al popolo saharawi in questi momenti difficili che vive dopo il sequestro dei tre cooperanti, alle cui famiglie ha trasmesso l’appoggio di ARTIFARITI, nell’evento di chiusura di questa V edizione di arte nei Campi di Rifugiati Saharawi.
Il presidente della RASD ha dichiarato che l’atto “vile e terrorista” del quale sono stati oggetto i tre cooperanti, alle cui famiglie ha trasmesso la sua solidarietà, “è stato un duro colpo per il popolo saharawi, per cooperanti innocenti, per ARTIFARITI e per tutta la solidarietà internazionale verso il popolo saharawi”. “Stiamo lavorando con i paesi vicini e la comunità internazionale per riuscire a consentire il ritorno di questi onorati cooperanti” ed ha apprezzato il “sacrificio” degli artisti che sono venuti da molto lontano, “e per aver lavorato giorno e notte per esprimere con la propria arte, il sostegno e la solidarietà alla causa del popolo saharawi, in queste condizioni così difficili che vive da più di 35 anni”, ha espresso. “Con il vostro lavoro, un lavoro nobile, lasciate impronte nel cuore di tutti i saharawi”, ha aggiunto.
Fernando Peraita ha espresso la solidarietà di tutta la Delegazione di artisti partecipanti con i sequestrati e con le loro famiglie e ilsostegno al popolo saharawi e alle autorità della Repubblica saharawi. “Al contrario, ha detto il direttore di Artifariti, rifiutiamo le opinioni che fanno ricadere sul popolo saharawi o sulle autorità algerine la trascuratezza o colpevolezza di questo attentato accaduto a Rabuni”. SPS
per leggere l’articolo in originale spagnolo:
artifariti-decide-celebrar-su-pr%C3%B3xima-edici%C3%B3n-en-los-campamentos-saharauis



